06 settembre 2011

circolo Quarto Stato




Questo è la locandina dell'inaugurazione del circolo Quarto Stato che mio fratello e compagnia briscola gestiranno dal 14 Ottobre.

Save the date, vi voglio tutti!

http://www.casadelpopolocardano.it/quartostato/


10 giugno 2011

I dieci motivi per votare "sì"
e dimenticarsi delle centrali

Costano troppo, sono pericolose, non risolvono i problemi energetici. Il ripensamento sull'atomo è globale. Gli italiani devono decidere se aprire nuovi impianti o seguire la strada "nuclear free" di Germania e Svizzera di MAURIZIO RICCI

È pericoloso. Costa troppo. Ne possiamo fare a meno. Non vi fidate di quello che dicono da sempre gli antinuclearisti? E allora prendete in parola quello che dicono persone caute e ragionevoli come i ministri dei governi di Berlino e di Berna che, nelle scorse settimane, hanno ufficialmente annunciato la chiusura delle centrali atomiche in Germania e in Svizzera. Se non vi bastano questi esempi, ecco dieci motivi per votare Sì al referendum e andare a tener compagnia a tedeschi e svizzeri, lontano dal nucleare.

1) Il nucleare non è sicuro. In base al calcolo delle probabilità, ci dovrebbe essere un meltdown di un reattore (la fusione del combustibile, l'incidente più temuto) ogni 250 anni. Ne abbiamo avuti cinque (Three Mile Island, Cernobyl e tre a Fukushima) in 50 anni. E le ultime notizie dicono che a Fukushima il combustibile radioattivo è uscito all'aperto, la situazione più pericolosa. Non è solo un problema di tecnologie più o meno sicure. È anche un problema di banale manutenzione quotidiana. I rapporti delle agenzie di sicurezza nucleari sono pieni di tetti che gocciolano, tubature che perdono, valvole bloccate, controlli rimandati o trascurati, tutti potenziali motivi di disastro. Sfioriamo ogni giorno l'incidente. Come in ogni industria. Ma quella nucleare, con il suo carico di radioattività, è la più pericolosa di tutte.

2) L'Italia è un paese sismico. Meno del Giappone, ma con la sua quota di devastanti terremoti (e tsunami, come a Messina nel 1908). La zona meno soggetta è una stretta striscia fra Piemonte e Lombardia, ma i siti previsti dal governo prevedono aree a rischio "moderato". La scienza dei terremoti è però giovane e approssimativa, come dimostra il recente caso giapponese, dove gli scienziati non si aspettavano un sisma così violento.

3) L'incubo delle scorie. Restano radioattive e pericolose per centinaia di migliaia di anni. Oggi, nel mondo, queste "bombe sporche" sono accatastate a fianco delle centrali. Nessuno è riuscito a trovare e costruire un deposito sicuro e permanente. I francesi lo stanno progettando (a carico dello Stato): costerà 15 miliardi di euro, quasi quanto tre centrali atomiche.

4) Il nucleare che viene dall'estero. Assai poco. Secondo le stime ufficiali, l'1,5% dell'elettricità italiana proviene dal nucleare straniero. E le centrali straniere sono a non meno di 100 chilometri dai nostri confini, oltre la fascia più pericolosa (circa 40 chilometri)

5) L'effetto serra. È la carta migliore a disposizione dei nuclearisti. Ma va vista in proporzione. Senza centrali atomiche, il mondo, oggi, produrrebbe 2 miliardi di tonnellate di Co2 in più. Una cifra importante, ma non decisiva: trasformare a gas le attuali centrali a carbone consentirebbe di risparmiarne di più.

6) La dipendenza energetica. Quale? Le macchine continueranno ad andare a benzina, che il nucleare non produce. Quanto all'elettricità, il gas, oggi, con le nuove fonti non convenzionali, è diventato economico e abbondante. In futuro ne importeremo sempre di più da Usa, Polonia e Sudafrica e sempre meno da Russia e Libia.

7) Lo sviluppo delle rinnovabili. Grandi centrali nucleari presuppongono una rete di distribuzione molto concentrata, che unisce grossi centri di consumo a grossi centri di produzione. Tutto il contrario delle rinnovabili, che hanno bisogno di una rete (produzione - distribuzione) molto leggera e diffusa.

8) Costa troppo. Il prezzo di un kilowattora nucleare è dato dal costo di costruzione della centrale che lo produce. Questo costo continua a salire. Le centrali proposte dall'Enel costerebbero, oggi, 6-7 miliardi di euro l'una, quanto basta per mettere il kw nucleare fuori mercato. Questo sovracosto ce lo troveremmo in bolletta. Negli Usa, negli ultimi mesi, su quattro progetti di centrali atomiche in corso, due sono stati congelati, due sono andati avanti. Quelli congelati dovevano servire aree in cui c'è il mercato libero dell'elettricità. Quelli che sono andati avanti serviranno aree in cui le norme consentono di caricare i costi di produzione sugli utenti. In termini generali, il solo piano Enel assorbirebbe investimenti per 25-30 miliardi di euro, circa il 2% del Pil nazionale.

9) Affari e occupazione. La metà degli appalti di una centrale riguarda, in realtà, reattore e turbine, che compreremmo chiavi in mano dall'estero. A regime, finita la fase di costruzione, una centrale impiega poche centinaia di persone. In Germania, 40 mila persone lavorano nel nucleare, 440 mila nelle rinnovabili.

10) Se ne può fare a meno. Anche con un rilancio immediato, il nucleare non è una risposta ai problemi di oggi dell'energia italiana. Sarebbe una risposta ai problemi di domani: con i tempi di costruzione di una centrale, il nucleare non darebbe un apporto significativo prima del 2025-2030. A quella data, secondo il piano Enel, dovrebbe fornire il 12,5 % del fabbisogno di elettricità. Secondo alcuni studi, fra vent'anni, le rinnovabili italiane (solare, vento, piccolo idroelettrico, geotermia) potrebbero arrivare a soddisfare il 36 % del fabbisogno. Se, a quel punto, non avremo trovato una superbatteria, per colmare i vuoti di produzione di fonti volatili come fotovoltaico ed eolico (legate, oggi, all'effettiva presenza di sole e vento) si può pensare a piccole centrali a gas di complemento. Si può essere meno ottimisti e puntare obiettivi meno ambiziosi del 36 %. Contro il 12,5% che dovrebbe assicurare il nucleare italiano, i tedeschi contano di portare dal 17 al 38% - venti punti in più - la loro quota di rinnovabili. Entro il 2020.
(10 giugno 2011)

26 maggio 2011

24 marzo 2011

Visitors

Vi ricordate quando lo guardavamo di sfuggita da bambini? La tipa che si mangiava il topazzo è rimasta nella storia. Oggi rifanno la serie e... è una figata pazzesca. Se potete guardarla fatelo. Altro che Lost.

22 marzo 2011

Varesotto mon amour

Varesotto mon amour by Rittardo™
Varesotto mon amour a photo by Rittardo™ on Flickr.

noi del Gruppone siamo sparsi per il pianeta, c'é gente che va pure a correre nel deserto... ma il nostro Varesotto merita sempre!!!

o no Gusone?

07 marzo 2011

I NUMERI!!!! LMHM 2011

Lago Maggiore Half Marathon


              real time        parziale


1735 - QUADRELLI LUCA
Km 5       00:24:04
Km 10     00:48:13       00:24:09
Km 15     01:14:35       00:26:21
Arrivo     01:48:52     00:34:16


1306 - MARSILIO RICCARDO AMATORI ATL. CASORATE S.
Km 5       00:24:53
Km 10     00:48:32        00:23:39
Km 15     01:13:47        00:25:14
Arrivo     01:45:37      00:31:50


1989 - RIBALDONE ANDREA ATH.RUNNER & CLIMBER BUSTO A.
Km 5       00:24:53
Km 10     00:49:03        00:24:09
Km 15     01:14:48        00:25:45
Arrivo     01:48:54       00:34:05


1242 - PREALTA FABIO ATH.RUNNER & CLIMBER BUSTO A.
Km 5      00:24:04
Km 10     00:48:13        00:24:09
Km 15     01:12:05        00:23:52
Arrivo     01:40:09       00:28:04


non posso e non devo aggiundere altro.... maledette mani gonfie!!!!!mani giganti!!!!

14 febbraio 2011

Studia, scemo. Studia!


Eravamo ragazzi e ci dicevano: “Studiate, sennò non sarete nessuno nella vita”.
Studiammo.
Dopo aver studiato ci dissero: “Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!”.
Lo imparammo.
Dopo averlo imparato ci dissero: “Che peccato però, tutto quello studio per finire a fare un mestiere?”.
Ci convinsero e lasciammo perdere.

Quando lasciammo perdere, rimanemmo senza un centesimo. Ricominciammo a sperare, disperati. Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli.
Finalmente trovammo un lavoro, a contratto, ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr, zero sindacati, zero diritti. Lottammo per difendere quel non lavoro. Non facemmo figli - per senso di responsabilità - e crescemmo.
Così ci dissero, dall’alto dei loro lavori trovati facilmente negli anni ‘60, con uno straccio di diploma o la licenza media, quando si vinceva facile davvero: “Siete dei bamboccioni, non volete crescere e mettere su famiglia”.

E intanto pagavamo le loro pensioni, mentre dicevamo per sempre addio alle nostre.
Ci riproducemmo e ci dissero: “Ma come, senza una sicurezza né un lavoro con un contratto sicuro fate i figli? Siete degli irresponsabili”. A quel punto non potevamo mica ucciderli.
Così emigrammo. Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene.
Ci sentimmo finalmente a casa.
Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Italia” fallì e tutti si ritrovarono col culo per terra. Allora ci dissero: “Ma perché non avete fatto nulla per impedirlo?”.

A quel punto non potemmo che rispondere: "Andatevene affanculo!"

09 febbraio 2011

il ritorno del Gusone


il Gusone è tornato a cavalcare la sua tavola sulle nevi...
beh diaciamo che si prende anche dei gran momenti di relax !!!

12 gennaio 2011

06 gennaio 2011

Coming soon...

Prossimamente un nuovo layout, possibilmente di Hello Cazzinculo Kitty!

contento Giovanni?